LAVORI TANTO E NON RIESCI MAI A TROVARE TEMPO PER TE?
- Indice:
- Perchè i professionisti faticano a darsi tempo
- Inizia dai miei 4 consigli
- FAQ: domande frequenti
Se sei stanco di non avere mai il tempo per iniziare a prenderti cura di te e dei tuoi progetti… lo so ti capisco!
Il tempo sembra sempre sfuggirti di mano e ti sembra di non aver mai concluso abbastanza.
Entri allora in quella ricerca di organizzazione, controllo e pianificazione delle cose da fare per riuscire a farle tutte.
Ti sei mai chiesto però quali siano realmente le tue priorità?
Intendo se ti sei mai messo lì a scrivere, nero su bianco, con esempi concreti e chiari per tutti:
- cosa per te è necessario per stare bene
- cosa per te è importante e come mai viene prima di tutto
Perchè i professionisti faticano a darsi tempo:
Per rispondere a questa domanda e darne un riscontro tangibile, non ho voluto basarmi solo sui miei studi e anni di esperienza, ma ho chiesto direttamente anche a persone come te.
Ho organizzato una live su Instagram con 3 ospiti speciali e prima ancora che si realizzasse ho chiesto che ognuno di loro oltre a me, organizzasse dei quiz di sondaggio nelle stories.
Sai cosa è emerso?
L’8o % dei professionisti sono disposti a mettersi in gioco, studiare cose nuove e a investire tempo pe soldi nella propria crescita personale e lavorativa, ma si è confusi e generici sul come farlo.
Infatti se da una parte si vorrebbe dedicarsi del tempo per cambiare, crescere e fare spazio alla realizzazione di nuovi obiettivi nella vita e nel lavoro, allo stesso tempo non si vorrebbe lasciare andare nulla.
Ma allora dove sta il problema?
È l’essere combattuti tra:
- il dolore ancora del passato – l’ansia del futuro,
- rimpianti – desideri,
- obblighi morali, aspettative sociali, responsabilità – bisogni, valori, piaceri
- provare, sbagliare, rischiare – rinunciare, rassegnarsi, evitare
che lascia divisi come se si fosse sempre inadeguati e “colpevoli” se non si fa tutto.
Si ha infatti la sensazione che si sbagli o manchi sempre qualcosa, non lasciandoti mai la possibilità di stare con quei momenti di vuoto, riposo e tempo per te che rigenerano e arricchiscono, ma che invece vivi come tempo perso o che ora non puoi permetterti.
Ma a riguardo ci sono studi scientifici, come ad esempio quelli della psicologa Sabine Sonnentag (2007), che dimostrano come sia possibile misurare quanto il tempo che ti sei preso per te, sia effettivamente capace di ricaricarti e trasformarlo in una risorsa strategica.
Prova già a soffermarti ora e chiederti:
Che valore ha per te il tempo?
Come lo utilizzi e ti approcci ad esso nel quotidiano?
Inizia a far caso come spesso il problema sta non solo nella gestione del Tempo e il non trovare un equilibrio vita-lavoro, ma soprattutto nella mancanza di consapevolezza su quali siano le proprie priorità, bisogni e confini personali e professionali.
Perché quante volte la frase “non ho tempo” abbiamo visto che può diventare, consapevolmente o meno, una scusa per non dire apertamente quello che si vorrebbe, ci piace, ma anche quello che non si sopporta.
Oppure di quanto magari si sia consapevoli o meno che ci possono essere delle soluzioni, ma non si è pronti e si ha paura a fare dei cambiamenti.
Ecco che la mancanza di tempo quindi è un sintomo e un segnale a cui dare ascolto.
E allora cosa fare?
Inizia dai miei 4 CONSIGLI:
1. Soffermati sul presente
Quindi fermati un momento e prova a chiederti: c’è qualcosa che potresti fare ora per rendere il tuo stato emotivo più sereno e quello che stai facendo più piacevole?
Riesci ad accettare e accogliere il tuo stato e le situazioni attuali, anche se ora sono difficili e diverse da come vorresti?
Risponditi con calma prima di passare al consiglio successivo, perchè tempo per sè significa non fuggire ed evitare, ma stare con se stessi a sentire cosa provi e come stai, proprio e soprattutto quando ne hai più bisogno. Non aspettare il momento giusto, ma se lo stai cercando clicca qui per scoprire 3 errori da non fare.
2. Senti cosa per te è “troppo” e lascialo andare
Es. il numero di ore di lavoro?
Il numero di impegni di cui occuparti?
Oppure hai troppi pensieri, idee e preoccupazioni in testa?
Lo so che tieni tutto, quindi chiediti: che cos’è che per te é troppo e se ci fosse di meno ti farebbe sentire meglio?
Individualo in ogni aspetto, persino quando devi organizzarti la scrivania, l’agenda o l’armadio.
Ma non guardare solo attorno a te, guarda anche quanto ad esempio sei sottopressione (troppo da sopportare), ansioso (troppe paure) o arrabbiato (troppe cose che non vorresti) e osserva cosa puoi lasciare andare.
3. Utilizza il tempo per te come una risorsa strategica
Vedere il tempo per sé come un semplice ‘riposo’ è un errore.
Un recupero efficace non serve solo a stare meglio, ma è lo strumento principale per prevenire il burnout e, paradossalmente, per migliorare la tua produttività lavorativa e far percepire un autorevolezza che nasce da un benessere incarnato.
In questo caso se vuoi rendere efficace il tempo che ti prendi per te, è meglio che sia studiato ad hoc insieme ad un professionista di fiducia e se vuoi che sia io, puoi iniziare cliccando qui.
Avrai così in mano i tuoi “strumenti” da utilizzare al momento opportuno.
In sostanza tramite pratiche ed esercizi mirati per te, imparerai come trattare il tuo Corpo in modo che tu non mostri il miglior sorriso e professionalità sul lavoro ma poi sei confuso, pieno di rabbia e nervoso che si traduce in problemi di salute nel dietro le quinte del tuo lavoro.
4. Non avere fretta, rispettati!
Considera normale che tu abbia ritmi fisiologici da preservare e anche se ti senti da solo nel cercare di fare tutto tu, chiediti:
quanto sei disposto a darti il tempo che ti occorre?
Ascoltati e riflettici su, ma tranquillo non ti lascio nel dubbio e nel limbo dei tuoi pensieri e sensazioni, per trovare le tue risposte…
Puoi scoprire ancora di più su di te iscrivendoti qui sotto alla mia newsletter che ho chiamato Wellness Letter, perchè ti accompagnerò email dopo email ad avvicinarti sempre di più a te e a trovare il tuo Benessere personale e lavorativo.
Ma soprattutto ti arriverà subito in Regalo una Guida e un Webinar con esercizi pratici per iniziare a scoprire il tuo valore oltre a quello del tuo business!
Li proverai?
Ti aspetto,
Francesca Griffo
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Contattami su info@francescagriffo.it se invece non hai ricevuto nulla e avrai aiuto il prima possibile.
Inoltre ti ricordo che hai la possibilità di:
riservare il tuo posto per una
una videochiamata conosctitiva di 30 min per
- raccontarmi le tue difficoltà e problemi
- avere comprensione e chiarezza su cosa e perchè sei bloccato e stressato sul lavoro
- trovare orientamento su quale può essere la soluzione migliore per te per creare il tuo benessere personale e lavorativo
Ps. la Wellness call ha posti limitati al mese, contattami qui per prenotarla e iniziare a concederti un momento per te.
Ti aspetto! Un abbraccio
Francesca
FAQ domande frequenti:
Perchè non trovo tempo per me anche se mi organizzo?
Perchè molti pensano che basti una tecnica di gestione del tempo per svoltare la situazione. La realtà è che l’organizzazione è solo lo strumento finale.
Con il mio metodo infatti nei miei percorsi si lavora a monte: analizziamo le tue credenze, valori, bisogni e stile di vita per creare una struttura solida di benessere personale. Solo quando le basi sono stabili passiamo all’ottimizzazione dei processi e ad avere un agenda che rispecchi chi sei e le tue necessità.
Perchè mi sento in colpa se mi prendo del tempo per me oltre al lavoro?
Perchè il senso di colpa è un meccanismo di difesa che utilizziamo come una forma di auto-rimprovero preventivo: il cervello ci segnala che fermarsi equivale a restare indietro e perdere il controllo, minacciando quella stabilità economica che associamo alla nostra sopravvivenza. In breve, ti senti in colpa perché vedi il riposo come un pericolo, anzichè come una risorsa strategica per il tuo lavoro.
Quanto tempo sarebbe meglio prendermi solo per me?
Non esiste una formula universale, ma esiste una strategia su misura. L’approccio più efficace secondo la mia esperienza segue una struttura modulare: integrare micro-pause di decompressione giornaliera, pause medie di riflessione mensile e periodi di stacco prolungato annuale.
La chiave non è la quantità, ma la flessibilità preventiva: imparando a bilanciare questi intervalli in base al proprio bio-ritmo e lasciando un margine per gli imprevisti, per poi misurarne l’impatto reale su come ti senti e come ha migliorato la qualità della tua vita e del tuo lavoro. Il segreto è non arrivare al limite e lasciare che sia il corpo a importi di fermarti senza darti alternative.
