COME TROVARE MOMENTI PER TE OLTRE AL LAVORO?
A volte un dolore, o un disagio che si vorrebbe tempestivamente mandare via, ti costringe a fermarti e prenderti del tempo per te, nonostante si vorrebbe fare tante cose.
Una resa difficile però da accettare nella logica della fretta, dei programmi, delle aspettative, della “performance” perfetta, perchè implica un affidarsi alla cura di sè.
Un sentire che anche quando ci si da attenzione non ci si sta fermando, perdendo tempo, ma si sta permettendo al corpo di poter essere anche stanco, sofferente e bisognoso di creare nuovi confini personali e professionali.
La trappola del senso del dovere
Qualunque ruolo famigliare, sociale, lavorativo si possa occupare, si necessita di uno spazio per sè in cui poter “mollare la presa”, allentare la tensione e il ritmo a cui si è sottoposti per occuparsi dei propri compiti.
Quando parlo di spazio per sè però non intendo che se sei un freelance, un imprenditore o un dipendente, tu debba trovare un momento libero in cui tu non abbia niente da fare, perchè sarà difficile che questo accada e ti piombi dal cielo!
Ma significa crearti il tuo modo di vivere le tue giornate secondo come ti fa sentire bene nonostante tu abbia degli obblighi da rispettare.
So già che starai pensando << si vabbè facile a dirsi >>.
Tranquillo è normale pensarlo! Questo accade perchè nessuno nemmeno a me, fin da piccola, hanno insegnato come fare.
Questo perchè non è possibile insegnare qualcosa che non si ha in primis non solo imparato, ma anche fatto esperienza.
Nella generazioni precedenti infatti vigeva un profondo senso del dovere, il silenzio, l’obbedienza, l’ignoranza, intesa come mancanza di possibilità di informarsi e studiare se non per chi aveva un ceto sociale per poterlo fare.
Questo significava che tra le persone comuni difficilmente c’era la capacità di dire no e non si poteva contraddire chiunque avesse una posizione d’autorità per lasciar emergere la propria vera affermazione personale e lavorativa.
Ma per avere la vita quotidiana dei tuoi sogni, implica che questo cambi e tu prima di tutto possa sentirti libero di esprimerti, per dichiarare e far valere ciò che vorresti.
Quante volte invece si tende a tacere per non pretendere di più di ciò che si ha già, crescendo con frasi e detti del tipo: << io voglio non si dice, perchè l’erba voglio non cresce neanche nel giardino del re >>.
L’hai già sentito dire?
Oppure quante volte non ci si sente abbastanza capaci, all’altezza e in diritto di farsi spazio e prendersi il tempo per i propri bisogni e desideri.
Ci si vergogna di come si è e di aver anche difficoltà e momenti in cui rallentare o fermarsi, ma che non hanno nulla a che vedere con il valore personale che ognuno ha.
Quindi quando vorresti iniziare a prenderti cura di te, non pensare che il problema sia che si debba trovare il momento giusto.
Oppure che devi per forza trovarti il tempo per una passeggiata o un esercizio sul tappetino e che da soli questino bastino per far si che tu possa affrontare con più sicurezza e nel modo giusto i tuoi problemi sul lavoro.
Quando parlo di aver cura di te nel mio lavoro non intendo partire dalla tecnica. Ma ascoltare quali siano i bisogni profondi e inconsapevoli che il Corpo comunica e solamente dopo creare una strategia di ottimizzazione delle proprie pause e momenti di lavoro, migliorando di conseguenza l’impatto che questi hanno.

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Francesca
I segnali del corpo
Quando arriva il momento di prendersi tempo per sè il corpo inizia a inviarti dei segnali di allarme, però quando si è immersi tra lavoro e scadenze spesso vengono ignorati finchè non diventano talmente evidenti da metterti in difficoltà.
Arrivano tramite sensazioni, piccoli fastidi che spesso etichettiamo come “pigrizia” o “stanchezza passeggera”, ma che in realtà sono messaggi precisi in aree del corpo in cui si è somatizzato lo stress.
Ovviamente questi sono solo alcuni esempi e non sono uguali per tutti. Ma qui vorrei che iniziassi a conoscere soprattutto come il momento giusto nasca proprio quando non c’è un equilibrio tra il dare e il ricevere.
Bilancio energetico
Quando si parla di patrimonio energetico, si intende l’energia disponibile che ognuno possiede per svolgere qualsiasi attività.
E questa non è statica ma è un movimento continuo di energie in entrata (immagazzinate) e in uscita (consumate).
Quindi ogni volta che vorresti avere più tempo per prenderti cura di te, stai sentendo che le uscite e quindi ciò che dai e fai, sono maggiori rispetto alle entrate e cioè a ciò che ricevi (stessa cosa accade per il denaro).
Se consumi di più di quanto ti rifornisci, prima o poi vai in esaurimento, no?
All’inizio il corpo te lo comunicherà ad esempio con stanchezza, difficoltà a concentrarti, rigidità muscolare, sintomi psicosomatici. Ma poi inizierà come ad “urlare” via via con segnali più evidenti e patologici come burnout, attacchi di panico, depressione, infarto, gastrite, etc.
Imparare perciò a decodificare questi segnali è il primo passo per smettere di subire le tue giornate mettendoti in secondo piano e iniziare a guidarle.
Ecco 3 ERRORI DA EVITARE:
La CONFUSIONE – Il non avere le idee chiare su come prenderti cura di te, ti farà fare dei tentativi da solo che non daranno netti cambiamenti e rafforzeranno la convinzione che dedicarti a te, sia una perdita di tempo per il tuo lavoro. Ma è proprio qui l’errore. Soltanto imparando a far chiarezza su ciò che il corpo ti sta comunicando di aver bisogno, saprai darti soluzioni adatte e cercherai anche chi può aiutarti.
- L’ INDECISIONE – È la rispettiva conseguenza del punto 1. Se sei confuso anche la tua intenzionalità e azioni saranno incerte sia che tu ti stia dedicando a te o al tuo lavoro. Sii invece determinato nel darti attenzioni e questo impatterà anche su come porti avanti i tuoi affari.
- Il CONTROLLO – Non si può sempre avere tutto sotto controllo e quando lo si vorrebbe, ma si possono avere strumenti flessibili che si adattino alla tua quotidianità e ti aiutino a “mollare la presa” e distaccarti per non diventare dipendente del tuo lavoro. Non confondere però il significato di controllare con pianificare, perchè anche nei migliori piani si studia modi per gestire e lasciare andare il controllo negli imprevisti, pause e blocchi.
Il costo del “rinvio”: perchè il momento giusto è ora
Spesso si pensa che rimandare il dedicarsi tempo non abbia nessuna conseguenza e faccia risparmiare soldi. In realtà recenti studi mostrano come il 40% dei lavoratori si sente sottopressione per scadenze urgenti, carico eccessivo di lavoro e rischia il burnout (OSH Pulse 2025).
Ma quello che più preoccupa è il fatto che ci si è abituati a vivere in uno stato di “emergenza cronica”, ignorando che esiste una differenza vitale tra prevenzione ed emergenza.
- La Prevenzione è un investimento che richiede piccoli spazi quotidiani, ma preserva la tua energia a lungo e per ogni euro investito in benessere genera un ritorno di almeno 4 euro in termini di produttività e riduzione delle assenze (studio OMS).
- L’Emergenza non ti fa spendere nulla prima, ma quando la soglia di tolleranza viene superata, il corpo “stacca la spina” forzatamente, obbligandoti a stop molto più lunghi, dolorosi e in cui il costo più alto lo paghi tu.
Ecco perchè metto a disposizione la Wellness call gratuita:
Una Call conoscitiva di 30 minuti con me, in cui possiamo conoscerci e vedere insieme qual’è la soluzione migliore per te per lavorare bene senza esaurirti!
FAQ domande frequenti:
Come capisco se è solo un periodo intenso oppure è necessario che mi prendo del tempo per prendermi cura di me?
Se è appunto “un periodo” ha una fine definita che quando arriverà potrà permetterti di ricaricarti. Il punto però è: alla fine ci sarà davvero uno spazio di riposo oppure subentreranno altre “urgenze”? In questo caso il mio lavoro consiste nell’aiutarti a creare o ottimizzare la tua strategia di benessere personale e lavorativo: ne hai già una?
Se invece ti svegli già stanco, non provi più l’entusiasmo mentre lavori, senti che il tuo rendimento, creatività o concentrazione cala nonostante l’impegno costante e sono sopraggiunti “malannni o acciacchi improvvisi” non a caso, allora non è più “solo” stress da sottovalutare ed è necessaria una Wellness call conoscitiva gratuita per approfondire e orientarti su cosa con me è possibile fare e cosa no.
Posso rimediare al burnout da solo?
Il burnout è una condizione patologica. Se senti di aver superato il limite e provi un disagio profondo, allora ti consiglio il supporto di uno psicoterapeuta.
Quello che invece possiamo fare insieme è lavorare sulla prevenzione e sulla ripartenza operativa: una volta gestita la parte clinica con un professionista della salute mentale, io intervengo per aiutarti a riconoscere e stabilire confini sani tra vita e professione, costruire un strategia di gestione dello stress e del tuo benessere che ti impedisca di ricadere nelle stesse dinamiche e ti permetta di promuoverti, esporti e affermarti nel lavoro con serenità.
Faccio fatica a organizzarmi e stare dietro a impegni e scadenze, come puoi aiutarmi?
Molto spesso non è un problema di organizzazione, ma di difficoltà a riconoscere, ascoltare e rispettare i propri bisogni e valori. Insieme andiamo a comprendere il blocco a monte che non ti permette di prenderti tempo per te e poi iniziamo a lavorare per step su tutti gli elementi pratici che ti impediscono di alleggerire il carico di lavoro. Il mio approccio olistico unisce la consapevolezza di sé a strategie di benessere applicate al business.
