Sei un freelance, un imprenditore o un dipendente appassionato, ma il tuo lavoro ti esaurisce?
Ti sembra di trascinarti da un impegno all’altro, le energie sono sempre al minimo e la motivazione vacilla. Se ti riconosci in questa descrizione, non sei solo ad essere troppo stanco sul lavoro. Molti lavoratori, nonostante la passione per ciò che fanno, si trovano a combattere con una stanchezza cronica che mina il loro benessere e la loro produttività (ne ho parlato anche in questo post su instagram).
Ecco le cause che non hai mai considerato:
La passione: un’arma a doppio taglio
Quando si ama tanto ciò che si fa, infatti è facile cadere nella trappola dell’iper-lavoro, dimenticando i propri limiti e trascurando il proprio benessere.
Ecco che così ti ritrovi a lavorare fino a tardi, a rispondere alle email anche nel weekend, a sacrificare il sonno e il tempo libero per inseguire i tuoi obiettivi.
Amare il proprio lavoro e poter fare della propria passione è un dono prezioso. La passione ci spinge a dare il massimo, a superare i nostri limiti per raggiungere traguardi importanti. Tuttavia, questa stessa passione può trasformarsi in un’arma a doppio taglio. Quando si è completamente immersi in ciò che si fa e focalizzati su ambizioni e aspettative, si rischia di trascurare i propri bisogni e non ascoltare i segnali del corpo.
L’ambizione: sano desiderio di realizzazione o smania di successo?
E un desiderio legittimo voler migliorare la propria posizione lavorativa e situazione economica per far fronte alle spese e poter avere una vita in cui non dover fare troppe rinunce. Ma quando non ci si accorge che la propria ambizione è un modo per avere l’approvazione esterna e riscattare il proprio valore personale e professionale, allora questo può diventare una rincorsa al successo logorante. Il rischio è essere disposti a tutto. Anche a sacrificare la propria salute, per il raggiungimento di posizioni di autorevolezza e potere che si pensa diano poi la liberà di poter scegliere come gestire le proprie giornate. Ma spesso il rimandare, il sobbarcarsi di lavoro convinti che si avrà tempo per sé e di riposare quando si sarà vecchi e il vedere l’occuparsi di sé come una perdita di tempo o un lusso da concedersi come premio per l’impegno dimostrato, portano a ignorare segnali preziosi di malessere e stress accumulato che il corpo invia preventivamente.
Il perfezionismo: la cura al dettaglio può diventare “costosa”
Se da una parte l’attenzione alle piccole cose e la meticolosità possono portare all’eccellenza per prodotti e servizi curati e di alto valore, dall’altra possono portare a una stancante ossessione per il controllo e una difficoltà ad accettare imprevisti, imperfezioni e difficoltà. Non perdere mai di vista nulla e non permettersi di fare errori o avere difetti, può però far consumare tantissima energia e impedire di concedersi pause e riposo. Anche se può essere difficili rimanere competitivi sul mercato e la paura di perdere clienti, fatturato e lavoro è alta, questo non significa che non si possano trovare soluzioni per la propria situazione che lascino spazio sia al mantenere alti standard di lavoro, ma anche si occupino del motore centrale che può renderli tali: te stesso.
La resistenza: “faccio tutto da solo” per paura a fidarmi e cambiare
La convinzione che nessuno possa fare bene il lavoro al proprio posto e il “si è sempre fatto così e ha sempre funzionato”, porta a una resistenza nel lasciarsi aiutare e cambiare approcci e soluzioni. Il risultato è un carico di lavoro insostenibile e il rimanere con problemi e situazioni più complicate nella speranza che in qualche modo si risolveranno da sè. Questa resistenza non si limita solo alla delega, ma si estende anche all’accettare aiuto in qualsiasi ambito o a riconoscere i propri limiti e cambiare per crescere e migliorare le situazioni. Si teme che chiedere supporto possa essere visto come un segno di debolezza, incompetenza o fallimento, così si preferisce sbatterci la testa da soli con un consumo maggiore di energie, tempo e soldi che avrebbero potuto essere investite in attività più strategiche o, semplicemente, nel riposo.
Lo stress: il nemico silenzioso
La costante pressione per raggiungere obiettivi, la paura di fallire e la gestione di imprevisti sono difficoltà frequenti da gestire del lavoro. Tuttavia, quando lo stress diventa cronico, i suoi effetti si manifestano con una stanchezza persistente a cui si cerca di dare tregua con una vacanza. Ma lo stress non gestito e accumulato innesca nel corpo una risposta di “attacco o fuga” continua, che lo mette in uno stato di allerta e iperattività costante che non si può mettere in pausa programmando delle ferie. Questo esaurisce le riserve energetiche fisiche e mentali, portando a problemi di salute e sintomi come gastrite, insonnia, irritabilità, ansia, allergie improvvise e, ovviamente, una stanchezza profonda che permane anche al rientro dalle vacanze. Molte persone non riconoscono lo stress come la causa della loro stanchezza, perché lo considerano una parte “normale” della loro vita lavorativa. Quando in realtà riconoscere che lo stress ha un impatto fisico e mentale sarebbe il primo passo per affrontarlo e ritrovare il proprio equilibrio.
La stanchezza e il suo messaggio
La stanchezza cronica quindi non è semplice pigrizia. È un segnale che il tuo corpo e la tua mente ti stanno inviando per dirti che:
hai superato il limite, hai bisogno di riposo fisico, emotivo, mentale (vedi post su instagram)
per tornare in linea con ciò che ti rende sereno e ti rappresenta ora nel tuo modo di lavorare ed esserec’è qualcosa che non vuoi vivere e temi di affrontare (effetto “freezing” = meccanismo di difesa quando l’attacco e l’evitamento non sono possibili, in cui ci si immobilizza e blocca nell’andare avanti e fare qualcosa)
c’è qualcosa che non funziona o manca a livello fisico, emotivo, mentale, relazionale, che unito ad altri sintomi, chiede di essere cambiato o soddisfatto (vedi ad esempio i punti appena trattati in questo articolo) per lavorare serenamente
Segnali e sintomi della stanchezza da lavoro
Calo della motivazione: anche le attività che ami ti sembrano pesanti e faticose e fatichi ad essere costante e portare a termini compiti e progetti.
Fatica a promuovere e vendere: ti sfuggono le parole di mente, inizi a balbettare, il tono di voce diventa monoto e il tuo aspetto e comportamento trasmette fatica “tradendo” ciò che dici.
Affaticamento persistente: Ti senti esausto già al mattino anche dopo una notte di sonno, rendendo pesanti le tue solite mansioni e l’intera giornata che non vedi l’ora giunga al termine.
Difficoltà di concentrazione: La tua mente vaga, fatichi a prendere decisioni, focalizzarti, e trovare idee o soluzioni per la realizzazione dei tuoi progetti o la risoluzione di problemi e imprevisti con clienti, capi o colleghi.
Irritabilità e sbalzi d’umore: Ti arrabbi facilmente, perdi subito la pazienza e sei incline a reazioni eccessive e intransigenti che rendono ancora più difficili le tue relazioni sentimentali e lavorative.
Dolori fisici: Mal di testa, indolenzimento muscolare, fitte che costringono a fermarti come sciatica o “colpo della strega” magari proprio prima di un evento importante di lavoro.
Disturbi del sonno: Fatichi ad addormentarti, ti svegli frequentemente durante la notte e fai sogni complessi, rendendo difficile alzarti al mattino e affrontare la giornata tra casa e lavoro.
La tendenza che si ha spesso è di ignorare o non prendere sul serio questi e altri segnali, che non hanno lo scopo di intralciare la propria vita ma di dare la possibilità di conoscere meglio se stessi e direzionare verso ciò di cui si ha davvero bisogno e non ciò che si pensa lo sia.
Quante volte infatti mi sono capitati clienti che mi han detto “perché non l’ho fatto prima?!” colpevolizzandosi, quando ciò che conta è non lasciare che sia solo il corpo o la vita a rimettere in discussione l’ordine delle proprie priorità e valori.
Come può esserti utile una Wellness Specialist?
Una Wellness Specialist può aiutarti a identificare le cause della tua stanchezza e a mettere in pratica un piano personalizzato per ritrovare il tuo benessere, anche in unione con altri specialisti.
Attraverso un approccio olistico che comprende sia te che il tuo lavoro, potrai:
Migliorare la gestione del tue energie e del tuo corpo che somatizza
Ottimizzare il tempo, riscoprendo bisogni personali e priorità senza venir meno agli impegni
Sviluppare nuove capacità che ti aiuteranno a sostenere la tua quotidianità e realizzazione
Riscoprire il piacere del tuo lavoro, senza fare compromessi con il tuo benessere
Ecco come è stato di aiuto ad alcuni miei clienti:




Ora la scelta è tua. Amare il proprio lavoro è un privilegio, ma non deve compromettere la tua serenità e salute. Quindi impara a riconoscere i segnali di stanchezza, adotta strategie efficaci al tuo caso specifico e investi nel tuo benessere personale e lavorativo senza improvvisare.
Ricorda, un professionista sereno e in salute è un lavoratore capace di essere più produttivo e realizzare il proprio successo generando un impatto positivo anche su clienti, colleghi e famigliari.
Tu chi stimeresti, assumeresti e da chi acquisteresti, tra uno realmente sereno ed energetico e uno stressato che non ce la fa più?
La tua stanchezza impatta nella tua vita molto di più di quanto hai considerato finora e se ti sei ritrovato in queste parole…
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